STORIA

Stampa del 1794 raffigurante un discepolo di Mesmer che durante una seduta, trasmette precise linee di forza magnetiche.

Stampa del 1794 raffigurante un discepolo di Mesmer che durante una seduta, trasmette precise linee di forza magnetiche.

(Mary Evans Picture Library)

 

La storia dell'ipnosi è molto antica nell'era precristiana esempi di induzione ipnotica attraverso danze e canti, sono rintracciabili in Cina fin dal 1700 a.C. e, riscontrabili successivamente, con diverse denominazioni e utilizzi, in numerose civiltà ad ogni latitudine e longitudine.
Sinteticamente possiamo distinguere tre modalità di guarigione della mente, coincidenti con l'evoluzione della storia dell'umanità:

1) Magia: espressione di una richiesta d'onnipotenza
2) Religione: come richiesta di salvezza
3) Scienza: come richiesta di conoscenza

Gulotta nell'introdurre la storia dell'ipnosi scrive:
-La storia di cui stiamo per trattare comincia probabilmente con Adamo ed Eva, quando questa lo indusse a compiere una azione che lui prima di allora non voleva compiere. Se nel mito ci si riferisca a persuasione, cioè a convincimento razionale, a suggestione, cioè all'influenza subita da altra persona senza la mediazione di un atteggiamento critico, non è possibile dire; certo questo avvenimento è il primo esempio, sia pure mitico, di manipolazione interpersonale, di cui l'ipnosi rappresenta una modalità-.
La fase scientifica spesso non meno nebulosa di quella magica, è aperta da Anton Mesmer (1734-1815), una delle figure più famose e controverse del suo tempo, tanto che ancora oggi il termine inglese to mesmerize, significa ipnotizzare, suggestionare. Medico viennese, orienta l'interpretazione dei fenomeni osservati in modo naturalistico, contrapponendosi al contemporaneo Johan J. Gassner prete esorcista e guaritore molto popolare. Mesmer propone la teoria del magnetismo animale, secondo la quale alla base della malattia c'è un turbamento dell'equilibrio della corrente nervosa presente nell'organismo.
La terapia può essere effettuata con il flusso proveniente da una calamita (magnetismo minerale) o attraverso il flusso proveniente dal magnetizzatore tramite il contatto della mano sull'organismo stesso, o per mezzo dell'interposizione d'oggetti (magnetismo animale).
Nel 1784 una commissione convocata da Luigi XVI nega l'esistenza del fluido e degli effetti ad esso attribuiti.
Dopo Mesmer si sviluppano diverse correnti di pensiero, da un lato i sostenitori ad oltranza del fluido magnetico dall'altro gli animisti sostenitori della presenza di una forza vitale spirituale che dipende dalla volontà del terapeuta.
Più interessante è uno dei discepoli di Mesmer, noto come il Marchese di Puysegur (1751-1825), attendente di campo di Luigi XVI, distintosi come generale d'artiglieria, col quale si apre un nuovo magnetismo. Per Puysegur il sonno magnetico, si distingue da quello naturale del sonnambulismo, per il rapporto che s'instaura col magnetizzatore: un rapporto esclusivo ed intimo, ma anche delicato, che può portare danni e non solo benefici. Capì che la terapia doveva essere finalizzata alla sola cura del paziente.
Pur continuando a sostenere la presenza del fluido universale, sono identificati fattori di tipo relazionale e psicologico, come lo stato empatico che può svilupparsi tra terapeuta e soggetto. Semplifica inoltre i rituali e rifiuta gli accessi convulsivi propedeutici alla guarigione della pratica mesmeriana, orientandosi verso una tecnica più simile all'attuale, nella quale l'esperienza ipnotica è paragonata ad un sonno fisico.
L'abate Faria(1775-1819) definisce l'ipnosi un sonno lucido, tentando una spiegazione psicologica e ponendo l'accento sulle caratteristiche del soggetto oltre che su quelle dell'operatore, parlando di impressionabilità psichica.
James Braid(1795-1860) fu il primo ad utilizzare il termine ipnotici per identificare i diversi fenomeni, apparentemente simili al sonno che si verificavano nei soggetti magnetizzati. La spiegazione del fenomeno era da ricercare all'interno del cervello, senza l'intervento di forze esterne, riconducibile ad uno stato di affaticamento del sistema nervoso, ottenuto con particolari tecniche. Elaborò una tecnica di induzione ipnotica, che ancora sopravvive, almeno nella fantasia popolare: << Prendete un oggetto splendente qualsiasi, tenetelo alla distanza di 20-25 cm dagli occhi, al di sopra della fronte ed in una posizione tale che il soggetto, per guardarlo, debba fare necessariamente un grande sforzo con gli occhi e con lo spirito. Accadrà in genere che gli occhi sì chiuderanno con un movimento vibratorio, i fenomeni sono unicamente provocati da un'impressione prodotta sui centri nervosi dalla condizione fisica e psichica del paziente, esclusa ogni altra forza proveniente direttamente o indirettamente da altri>> (da G. Gullotta). Constatò inoltre come lo stato da lui indotto s'instaurava più rapidamente e più profondamente con il ripetersi delle sedute. In un secondo tempo ipotizzò che lo stato ipnotico potesse instaurarsi a seguito della concentrazione verso un'unica idea.

 

Charcot
J.M.Charcot(1825-1893), anatomopatologo e neurologo riuscì ad introdurre l'ipnosi a livello scientifico portando nel 1882 all'attenzione dell'Accademia delle scienze di Parigi le sue ricerche sull'ipnotismo nella cura dell'isteria. Ipotizzò che nelle paralisi isteriche, reversibili, come quelle provocate ipnoticamente, dovessero esistere delle lesioni funzionali del sistema nervoso, analogamente a quanto avveniva nelle paralisi organiche, irreversibili, dove esistevano specifiche lesioni cerebrali.
Il limite di questa correlazione fra le manifestazioni isteriche spontanee (in quel tempo molto clamorose) e quelle indotte con l'ipnosi, portò l'autore a considerare lo stato ipnotico come uno stato isterico provocato artificialmente.
Nonostante importanti errori di fondo è grazie a Charcot che l'isteria inizia ad essere studiata e considerata come una malattia.
Hippolyte Bernheim(1840-1919), professore all'università di Strasburgo, si distinse da Charcot, sostenendo che l'ipnosi era uno stato psicologico e la identificò come uno stato d'accentuata suggestionabilità, dipendente dalle caratteristiche del soggetto, dall'influenza esercitata dall'operatore e dai suggerimenti che sono forniti da questo.
Sigmund Freudnasce nel 1856 a Pribor, circa 240 Km da Vienna e muore esule a Londra nel 1939.
L'atteggiamento di Freud verso l'ipnosi fu duplice, nella prima parte della sua attività, prima della formulazione delle teorie psicoanalitiche, studia i fenomeni ipnotici che vengono da lui interpretati come effetto della sola suggestione. Analizza poi il particolare rapporto che s'instaura tra ipnotizzato ed ipnotista (rapport) paragonato a quello di un bambino nei confronti dei genitori.
Nonostante i numerosi contatti con le personalità più rilevanti dell'epoca nel settore dell'ipnologia Freud non riuscì a gestire ed integrare gli aspetti intimi della stessa, forse anche per una scarsa propensione tecnica e per alcuni incidenti di percorso. Dopo l'avvio della prima psicoanalisi, abbandonò definitivamente l'uso dell'ipnosi contribuendo al suo temporaneo declino e come spesso si riporta, dalle ceneri dell'ipnosi sorge la psicoanalisi.
Il suo apporto all'evoluzione della psicologia fu comunque imponente, come esempio, articola una nuova teoria della struttura della personalità, introducendo concetti ancor oggi fondamentali, nonostante le continue revisioni: con l'Es pronome neutro tedesco che significa esso, equivalente dell'it inglese, identifica un qualcosa che va al di là del termine inconscio, concepito come un grande serbatoio dell'energia pulsionale, L' Io è visto come un cavaliere che deve domare la prepotente forza del cavallo (L'Es), l'Io non è separato nettamente dall'Es e si confonde in parte con esso. Il Super Io opera come un censore nei confronti dell'Io e si forma interiorizzando i divieti e le esigenze dei genitori a immagine del loro Super-io.
I.P. Pavlov(1849-1936)
Per Pavlov l'ipnosi rappresenta un processo d'inibizione corticale diffusa associato ad un'area d'eccitabilità. Questa condizione avrebbe un importante effetto riparativo sull'attività del sistema nervoso centrale ed è pertanto considerata terapeutica.
I riflessi condizionati si formano quando uno stimolo indifferente, ad esempio il suono di un campanello, coincide più volte con uno stimolo assoluto, ad esempio il cibo, perciò si crea un legame temporaneo fra un agente esterno e una determinata reazione organica. La spiegazione neurofisiologica è la creazione di una connessione fra due punti del sistema nervoso centrale in cui si è avuta una contemporanea eccitazione. Uno stimolo indifferente, è uno stimolo che viene ripetuto più volte finché la sua riproduzione non provoca alcuna reazione nel soggetto o nell'animale, ad esempio dopo un'esposizione a successivi suoni di campanello si ha una progressiva e graduale scomparsa delle reazioni motorie e vegetative ed anche gli studi elettroencefalografici ed elettromiografici dimostrano un'estinzione degli effetti.
Dagli studi sui riflessi condizionati nell'animale (cane), aveva osservato che se la ricompensa (la somministrazione di cibo) era distanziata di circa trenta secondi dallo stimolo condizionante (stimolazione acustica o visiva), la secrezione salivare che solitamente seguiva immediatamente lo stimolo, tendeva a distanziarsi progressivamente, per comparire, dopo diversi tests, a circa trenta secondi di distanza dallo stimolo condizionante.
In quest'intervallo l'animale sembrava entrare in uno stato stuporoso nel quale il circuito alla base del riflesso condizionato sembrava addormentato, incapace in altre parole di rispondere alla stimolazione nervosa sensoriale.
Queste osservazioni sperimentali portano Pavlov a trovare una somiglianza fra questo stato d'inibizione e lo stato ipnotico, nel quale il soggetto diventa irresponsivo agli stimoli esterni, eccetto quelli provenienti dall'ipnotista.
Per Pavlov la parola usata in ipnosi rappresenta il segnale del segnale. Secondo altri autori (Kroger), le parole operano come un linguaggio interiore, poiché le strutture subcorticali dove afferiscono non sarebbero in grado di differenziare una vivida esperienza immaginaria da una reale. In ogni caso la risposta fisiologica di una parola non è determinata dal significato in quanto tale, ma dall'immagine che è in grado di evocare.

 

( da C. Antonelli, Ipnosi e Dolore: aspetti integrati, modificato Ed. Giuseppe Laterza, Bari 2003)

 

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